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Qualche consiglio per la creazione di una buona campagna di comunicazione
Per la creazione di un messaggio pubblicitario efficiente è necessario elaborare un documento, chiamato brief, con l’obiettivo di rendere chiaro e completo l’obiettivo di comunicazione dell’azienda.

Dedicare un po’ del proprio tempo a redigerlo consentirà di avere più chiari gli obiettivi che si intendono raggiungere.

Questo documento deve fornire una serie di informazioni che possono talvolta sembrare scontate per l’utente, ma non per chi deve creare la campagna:

  • Informazioni sull’azienda
    • la sua storia
    • la sua missione ossia il ruolo che ha nel mercato
    • la sua brand personality (ossia l’immagine che si intende comunicare al proprio target di riferimento. Il consumatore pensa al prodotto nello stesso modo in cui pensa ad una persona verso cui può provare simpatia o simpatia, ammirazione o disprezzo e così via)
    • modalità di acquisto
    • abitudini di consumo
  • Informazioni sul prodotto che si intende pubblicizzare
    • caratteristiche
    • vantaggi e svantaggi
    • uso dei prodotti
  • Informazioni sul mercato
    • caratteristiche dei concorrenti
    • prezzi del prodotto e dei suoi concorrenti
  • Informazioni sul consumatore attuale
  • Informazioni sul target che si intende colpire
Strategia Media: scegliere un mix
Giornale, tv, radio, web? Come scegliere il media più giusto per la programmazione della propria comunicazione?

Alla convenienza di un media rispetto ad un altro è necessario unire la coerenza dello stesso con il messaggio che si intende comunicare.

Se si intende ad esempio comunicare un gran numero di informazioni non lo si può fare attraverso uno spot televisivo, ma piuttosto su una pagina di giornale.

Un’azione sinergica dei media con messaggi coerenti tra loro permette di suscitare la giusta attenzione nei confronti del target di riferimento.

Per cui programmando uno spot televisivo e radiofonico che offre un alto grado di concentrazione del pubblico con un’ottima memorabilità, velocità ed espressività e coordinandolo con il grado di attenzione, di informazione e di permanenza che offrono stampa e web si potrà ottenere un migliore risultato di comunicazione.

Internet inoltre offre un altissimo grado di flessibilità permettendo di sostituire il messaggio in tempi brevissimi e di aggiornare la propria pagina di collegamento in autonomia da parte del cliente.

Ogni mezzo di comunicazione ha infatti le proprie caratteristiche che devono sposare il messaggio da veicolare. Il messaggio deve essere sempre coerente in modo da aumentare il ricordo da parte del target desiderato.

Insomma per una buona comunicazione il mix sembra essere la formula vincente.

Oltre ad essere l’anima del commercio la pubblicità si può scaricare dalle tasse
Soprattutto in periodi di crisi si rinuncia alle spese di pubblicità e quindi a promuovere la propria azienda, il proprio prodotto. Attività che invece proprio in questi casi può aiutare a suscitare l’attenzione da parte del mercato.

Per questo è importante ricordare che la pubblicità è un costo sostenuto dall’azienda ed è deducibile ai fini dell’imposta sul reddito.

Il Testo Unico Imposte sul Reddito (TUIR) all’art. 108, comma 2 prevede che:

Le spese di pubblicità e propaganda sono deducibili nell’esercizio in cui sono state sostenute o in quote costanti nell’esercizio stesso e nei quattro successivi

Vantaggi fiscali per le imprese che investono in pubblicità
Fare pubblicità sui giornali conviene sempre di più: le aziende potranno beneficiare di un credito d’imposta che arriverà fino al 90 per cento delle spese sostenute. È la grande novità del Decreto fiscale varato dal governo, che ha stabilito una serie di incentivi per chi acquista spazi pubblicitari su stampa quotidiana e periodica, anche on line.
GLI SCONTI Le imprese avranno diritto a importanti agevolazioni fiscali sugli investimenti «incrementali» realizzati nella seconda metà del 2017. In pratica: saranno prese in considerazione le maggiori spese dal 24 giugno fino alla fine dell’anno, rispetto a quelle dello stesso periodo del 2016. Esempio: se un’impresa ha investito nel secondo semestre dell’anno scorso 100mila euro in pubblicità sui giornali, e negli stessi mesi del 2017 ne ha speso 150mila, avrà diritto a un credito d’imposta calcolato sulla differenza di 50mila euro.

I CALCOLI Quale sarà l’agevolazione? Per le grandi aziende il credito sarà del 75 per cento (della spesa incrementale), dunque torneranno in cassa 37.500 euro. In pratica, l’investimento pubblicitario “aggiuntivo” di 50mila euro costerà solo 12.500 euro. Ma gli incentivi sono ancora più convenienti per la vasta platea di microimprese, piccole e medie aziende (ovvero quelle con meno di 250 dipendenti e un fatturato annuo inferiore a 50 milioni di euro) e start up innovative. Queste categorie avranno diritto al 90 per cento di credito d’imposta.
Dunque, prendendo in considerazione sempre i 50mila euro di investimento “incrementale”, 45mila euro torneranno in cassa sotto forma di sgravio fiscale, e l’investimento effettivo sarà di appena 5mila euro.
Riassumendo: basterà investire solo l’1 per cento in più rispetto al passato per accedere alle misure del governo e vedersi riconosciuto un incentivo sull’investimento pubblicitario. Potranno richiedere il credito d’imposta sia le imprese che i lavoratori autonomi.

LE OPPORTUNITÀ «È una grande occasione per le aziende sarde e per tutti gli inserzionisti, che potranno investire sulla comunicazione in un Gruppo che ha oltre un milione di contatti giornalieri», dice Lia Serreli, direttore generale de L’Unione Sarda e amministratore delegato della Pbm, la concessionaria della pubblicità per il Gruppo Unione. «Il team della Pbm», aggiunge Lia Serreli, «è a disposizione delle imprese per chiarire tutti i dettagli del provvedimento fiscale».
Gli sconti per il 2017 saranno dedicati a chi investe su giornali cartacei e sulla stampa on line: L’Unione Sarda, oltre a essere il più antico quotidiano dell’Isola, vanta una media di 333mila lettori al giorno e una tiratura di 50mila copie; il sito Unionesarda.it è letto da una media di 213mila utenti unici al giorno e può contare su quasi 24milioni di pagine lette ogni mese.

I FONDI A DISPOSIZIONE Al credito d’imposta per il 2017 sono destinati 20 milioni di euro, parte dei 50 milioni provenienti dalla quota del Fondo per il pluralismo e l’innovazione dell’informazione, di competenza della Presidenza del Consiglio dei ministri. I fondi a disposizione potranno essere richiesti dagli inserzionisti sulla base dei dati consuntivi, quindi già dall’inizio del 2018.

GLI EDITORI Il presidente della Fieg (Federazione italiana editori giornali), Maurizio Costa, ha espresso «grande soddisfazione per una misura anticiclica, positiva per l’economia in ripresa e a lungo attesa da imprese, investitori e operatori dell’informazione. Una misura», conclude Costa, «che riconosce il valore della stampa e che porta a conclusione gli interventi di riforma del settore avviati dal ministro Lotti con il Tavolo per l’Editoria».